NIGER 2006
Da una vita non aggiorno il blog, è giunta l’ora e mi accingo a farlo.Non sapendo da dove iniziare comincerò a inserire un po’ di foto del viaggio. Sono partito dall’Italia con tre amici e una Range Rover
acquistata apposta per l’occasione con la quale abbiamo attraversato la Tunisia, l’Algeria e infine finalmente il Niger.
In Algeria visitiamo la città di Ghardaia, costruita su roccia con i vicoli che salgono verso la sommità intersecandosi l’un l’altro in modo tale che l’aria venga incanalata e rinfreschi le case. 



































































In Niger abbiamo preso una guida e seguendolo siamo partiti dalla magica Agadez, abbiamo attraversato il Tenerè non senza prima essere stati a Gadafoua nel cimitero dei dinosauri dove abbiamo visto decine di resti di scheletri perfettamente conservati dalla sabbia che li ha ricoperti per milioni di anni. Abbiamo attraversato il Tenerè toccando l’oasi di Fachi, Bilma con le sue coloratissime saline. Proseguiamo per Dirkou, cittadina abbastanza estesa immersa in un palmeto dove tutti sono indaffarati, all’uscita della città sotto un capannone vediamo raggruppati molti neri, evidentemente prigionieri dei militari, le parole di Fabrizio Gatti lette in uno dei suoi reportage mi tornano alla mente e mi assale la tristezza (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2005/03/17/060espulsi.html.)
Le rovine di Jado appaiono all’orizzonte su una roccia che domina un malsano specchio di acqua salmastra infestato dalle zanzare, gli abitanti hanno da tempo abbandonato la città dopo essere stati decimati dalla malaria.
Proseguiamo per Jaba, l’arco di Orida,Chirfa.
Attraversiamo il Tenerè verso ovest, le magiche e altissime dune del Temet ci accolgono sono d’una bellezza indescrivibile come sfondo ci sono le rocche scure dello Chiriet, il contrasto è straordinario.
Le sorprese non sono terminate, arriviamo ad Arakao,lo spettacolo è impressionante, le dune altissime si spingono attraverso le chele del granchio nella caldera di quello che una volta era un vulcano e si stagliano contro le rocce scure.
Ripartiamo e arriviamo a Timia, oasi dell’Air, è un susseguirsi di orti coltivati e alberi da frutta ma che è? Il paradiso terrestre?
La strada per Agadez dove concluderemo questo splendido viaggio è disseminata di piccoli villaggi tuareg composti da caratteristiche zeribe. Ma ora lasciamo parlare le immagini…..